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Israele: sì ad aiuti ai palestinesi, no a governo terrorista Hamas

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Israele: sì ad aiuti ai palestinesi, no a governo terrorista Hamas

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Aiutare il popolo palestinese senza concedere nulla ad Hamas. Questa la posizione di Bruxelles che ha sbloccato 120 milioni di euro per un programma d’aiuti umanitari. Fondi solo in parte direttamente destinati al governo palestinese, utilizzati per pagare gli stipendi di 140 mila funzionari. Ma le diplomazie europee sottolineano che non si tratta di finanziare Hamas, il cui governo non è ancora in carica, ma di rispondere ai bisogni immediati del governo di transizione.

Israele mette i puntini sulle “i”: “E’ importante dare aiuti umanitari al popolo palestinese – dice Raanan Gissin,il portavoce del premier israeliano – ma altrettanto importante è assicurarsi che il governo che prenderà i poteri non sia composto da terroristi”. Il timore per Europa e Stati Uniti riguarda la difficile posizione del presidente dell’Anp Mahmud Abbas che deve salvare la credibilità di un futuro governo palestinese. Caute le parole del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan: “La storia è piena di movimenti armati che si sono trasformati in partiti politici e oggi governano democraticamente. Hamas dovrebbe puntare a diventare uno di questi”. Ieri intanto in Cisgiordania è stata un’ennesima giornata di scontri fra gruppi palestinesi ed esercito israeliano che, secondo fonti di Tel Aviv, era impegnato in un’operazione finalizzata all’arresto di militanti palestinesi a Bani Naim, un villaggio vicino a Hebron.