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Influenza aviaria: l'Ue lancia un appello alla calma

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Influenza aviaria: l'Ue lancia un appello alla calma

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Niente panico per l’influenza aviaria. È l’appello che Bruxelles ha rivolto ai suoi partner commerciali dopo che il Giappone ha deciso di sospendere tutte le importazioni di pollame e derivati dalla Francia, primo paese dell’Unione europea in cui un allevamento è stato colpito dal virus. Tokyo sta anche considerando la possibilità di allargare la misura all’Olanda, dove le autorità intendono avviare un programma di vaccinazione dei volatili. I giapponesi temono che gli animali vaccinati possano diffondere la malattia. Francia e Olanda sono i due maggiori esportatori di pollame in Europa.Sono ormai 16 i paesi europei e confinanti con l’Unione dove sono stati riscontrati casi di H5N1, la forma più pericolosa del virus. Finora in Europa non si sono registrati casi negli esseri umani.In Germania è polemica per la lentezza con cui le autorità hanno reagito all’apparire del contagio. Il segretario del ministero del consumo del Brandeburgo Dietmar Schulze cerca di tranquillizzare i locali: “Non c‘è nessun pericolo per gli esseri umani attualmente nelle zone in cui sono state prese le misure necessarie per lottare contro l’epidemia”.Parole che riecheggiano quelle del presidente francese Jacques Chirac, che ieri ha mangiato carne di pollo di fronte alle telecamere. In Germania i casi accertati di H5N1 in uccelli selvatici finora sono più di 100.