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Morto Paul Marcinkus: l'arcivescovo dello scandalo Ior-Banco Ambrosiano


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Morto Paul Marcinkus: l'arcivescovo dello scandalo Ior-Banco Ambrosiano

Il Vaticano non farà commenti ufficiali. Della sua morte non si conosce nemmeno la causa: finisce così, lontano dai riflettori, la storia del ‘banchiere di Dio’ Paul Marcinkus, morto ieri a Phoenix, in Arizona, a 84 anni. L’arcivescovo, a lungo a capo dell’Istituto Opere Religiose, si era ritirato negli Stati Uniti nel 1990 dopo il fallimento del Banco Ambrosiano, di cui la banca vaticana era il principale azionista.

Era stato proprio Marcinkus a favorire l’ascesa al vertice dell’Ambrosianodi Guido Calvi, trovato impiccato a Londra nel 1982 sotto il Blackfriars Bridge, il ponte dei Frati Neri. Michele Sindona, il finanziere che presentò Calvi a Marcinkus, morì invece in carcere quattro anni dopo, avvelenato da un caffé al cianuro. La protezione vaticana salvò Marcinkus dalla giustizia italiana che voleva chiedergli conto del buco miliardario del Banco Ambrosiano. L’arcivescovo ha sempre negato ogni responsabilità nella bancarotta. Il suo successore alla presidenza dello Ior lo ha descritto come un “facilone mal consigliato” ma personalmente onesto. Di certo negli affari che si trovò a gestire, Marcinkus incrociò interessi torbidi come quelli della Mafia, della loggia massonica P2 e della finanza senza scrupoli.
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