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Mladic: l'etrena caccia all'uomo delle autorità internazionali

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Mladic: l'etrena caccia all'uomo delle autorità internazionali

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A Srebrenica aspettano da 11 anni l’arresto di Ratko Mladic. Nel luglio del ’95 solo donne e bambini vennero risparmiati in quest’enclave mussulmana. Oggi il cimitero di Srebrenica ospita oltre sette mila lapidi tra cui quelle del marito e dei figli di Meira Djogaz:

“Sono terrorizzata dall’idea che Mladic possa ritornare e ucciderci tutti. E’ancora in libertà. Perché e come è possibile?” Nonostante il mandato d’arresto del Tribunale Penale per l’ex Yugoslavia e gli sforzi per catturarlo, Mladic sfugge a operazioni militari e pressioni diplomatiche. Secondo alcune fonti Mladic deve ringraziare certi ex militari, responsabili dei servizi segreti e persino la chiesa serba. Fino all’arresto di Milosevic si sposta liberamente: ha persino usufruito di una pensione dell’esercito serbo fino all’anno scorso. Dal 2004 diventa moneta di scambio nel processo di avvicinamento della Serbia all’Unione Europea. Secondo Belgrado però stanarlo non è così semplice. Mladic si sposterebbe tra vari bunker nella Repubblica Serpska. Ripetute azioni militari in diverse regioni della Bosnia sono state tutte un buco nell’acqua. Il Tribunale dell’Aja resta convinto che Mladic sia ancora in Serbia, protetto dall’esercito. Solo così si potrebbe spiegare secondo il TPIY, il fallimento di azioni come quella del dicembre 2004 a Zepe, quando le forze internazionali trovarono vuoto uno dei rifugi di Mladic. Per le autorità serbe Mladic è diventato un affare di stato: la Serbia è l’unico paese dell’ex Yugoslavia ad avere degli accusati in libertà. La sua resa è fuori questione secondo un ex collega del generale: “Non penso che si consegnerà alle autorità perché è in contrasto con le sue idee, se lo facesse annullerebbe la sua biografia degli ultimi 10-11 anni. Dubito che venda la sua libertà, se così la si può chiamare, per denaro qualunque cifra essa sia”. Resta da vedere se le pressioni di Bruxelles e della comunità internazionale, insieme alle testimonianze delle atrocità commesse a Srebrenica, lasceranno intatta l’immagine di Mladic come icona del nazionalismo serbo, quell’aura da eroe che gli ha consentito di vivere finora nell’impunità.