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5 casi d'influenza aviaria tra i polli dell'Ue. Via libera alla vaccinazione

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5 casi d'influenza aviaria tra i polli dell'Ue. Via libera alla vaccinazione

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L’Unione europea risponde ai primi casi di influenza aviaria tra il pollame, sul suo territorio, autorizzando la vaccinazione. L’H5N1 ha contaminato due polli e tre anatre a Graz, nell’austria meridionale. Gli animali erano tenuti nella stessa gabbia dove si trovava un cigno, in violazione alle regole imposte dopo la prima comparsa del virus in Austria.

A Bruxelles gli esperti dell’Unione hanno approvato il piano di vaccinazione preventiva proposto da Francia e Paesi Bassi che resta facoltativo ma fortemente consigliato. Ogni governo avrà la facoltà di imporre la vaccinazione ai propri allevatori. “I polli viventi vaccinati – ha spiegato il portavoce della commissione europea Philippe Tod – non possono essere esportati in un altro Paese membro o fuori dall’Unione. La carne proviente da animali vaccinati può essere smerciata ovunque”. Bruxelles lunedì aveva rifiutato di fornire aiuti comunitari agli allevatori sostenendo che l’influenza aviaria aveva colpito, fino ad allora, solo uccelli selvatici. Ma nonostante ciò in diversi Paesi ci sono state forti ripercussioni sul consumo di carni bianche. Ma anche delle uova che con il passare dei giorni hanno superato la data limite e sono state distrutte. In Italia si sta cercando di controbattere a una vera e propria crisi del settore con invenduti fino al settanta percento. Innanzitutto con un lavoro di pedagogia spiegando che una volta cotta la carne è sicura. E poi con le misure preventive confinando il pollame e proteggendolo dal contatto con i volatili selvatici.