ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Vaccinare contro l'influenza dei polli: una soluzione attuabile?

Lettura in corso:

Vaccinare contro l'influenza dei polli: una soluzione attuabile?

Dimensioni di testo Aa Aa

Gli zoo del Belgio hanno già cominciato a vaccinare le specie a rischio. Per ora l’unico vaccino disponibile è quello del virus H5N2, una variante meno patogena dell’N1. Le regole di somministrazione sono particolarmente rigide: i veterinari hanno solo quattro giorni per vaccinare gli uccelli esotici del paese. Ma come precisa un veterinario belga ci sono altre difficoltà: “Senza le analisi del sangue non si può sapere se gli animali siano protetti o meno. Per cui si fa un prelievo dopo la prima vaccinazione e di nuovo dopo il richiamo. Solo allora sapremo in che misura gli animali abbiano sviluppato gli anticorpi.”

E questa è un’altra incognita: quanto è efficace il vaccino? Per questo è stato avviato il progetto Aviflu, a cui aderisce tra gli altri paesi europei anche l’Italia. Come riferisce il dottor Cattoli dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’obiettivo è di valutare l’efficacia e il livello di protezione dalla malattia negli uccelli, e di quantificare quanto gli animali vaccinati propaghino il virus. “Vogliamo sapere, dice, se gli uccelli vaccinati siano ancora portatori del virus.” Un elemento in rapporto ai volatili vaccinati che suscita non poche perplessità. Il parere di un esperto francese. “Gli animali non sono clinicamente malati, ma questo non significa che in caso di contagio il virus non possa moltiplicarsi nell’organismo.” Il rischio dunque è che gli animali vaccinati divengano portatori sani, mettendo in pericolo la possibilità di sconfiggere l’epizootia. Vanno poi considerate le difficoltà logistiche: solo in Francia, primo esportatore di pollame nell’Unione Europea, si allevano ogni anno circa 700 milioni di polli. Le dosi saranno sufficienti per far fronte a questi numeri, tenuto conto della necessità del richiamo, e dunque di quantità doppie?