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Condannato a tre anni lo storico Irving che negò l'Olocausto

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Condannato a tre anni lo storico Irving che negò l'Olocausto

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Discussione aperta, dopo la condanna a tre anni di prigione per David Irving, lo storico negazionista britannico che aveva negato la veridicità dell’olocausto. Per la corte austriaca davanti alla quale è comparso, e che non ha ritenuto credibile il suo pentimento, è una pena equa.

“La sentenza contiene un messaggio forte”, dice invece il difensore di Irving. “Già una condanna a due anni sarebbe stata esosa. Per questo abbiamo sin d’ora presentato l’appello”. Ora però in Austria si discute se sia ancora necessaria una norma penale per i reati d’opinione. Anche quando si ha a che fare con opinioni odiose e antidemocratiche. “Posso capire questa legge nell’Austria del dopoguerra, quando si doveva impedire il ritorno del nazismo”, spiega Richard Evans, storico a Cambridge, “ma oggi rischia solo di fare di Irving un martire della libertà di parola”. David Irving, che rischiava fino a 10 anni, si è detto shockato dalla condanna. Arrestato al suo arrivo in Austria lo scorso novembre, lo storico si era dichiarato colpevole, riconoscendo di aver espresso giudizi basandosi su elementi erronei.