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Il Kosovo guarda al futuro.

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Il Kosovo guarda al futuro.

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È iniziata stamattina a Vienna una prima fase di colloqui tra serbi e albanesi kosovari per definire lo statuto della provincia serba amministrata oggi dall’Onu. I colloqui verteranno soprattutto su come riformare l’amministrazione locale della provincia, anche se la questione dell’indipendenza, reclamata dall’etniaalbanese, che rappresenta il 90% della popolazione, resta sullo sfondo.

Si annuncia tuttavia difficile raggiungere un compromesso. Belgrado, infatti, disposta a concedere ampie autonomie, si ostina a dir no all’indipendenza del Kosovo, considerato la culla della cultura serba. Un kosovaro d’etnia albanese non accetta di buon grado i colloqui e il coinvolgimento dei serbi. “Le trattative sul futuro amministrativo e territoriale del Kosovo discusse insieme ai serbi, insieme alla Serbia. È ingiusto e intollerabile”. Più ottimista ma sempre radicale il punto di vista di quest’uomo: “Dai negoziati di Vienna mi aspetto il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Abbiamo sofferto e sopportato per anni e penso sia arrivato il momento di dare al Kosovo lo status di regione indipendente, non possiamo accettare nient’altro”. I negoziati impensieriscono l’altra parte della comunità quella serba, minoritaria in Kosovo, che temono di essere messi nella condizione di dover partire. “Quello che veramente voglio è poter continuare a vivere qui in pace”. I negoziati coordinati dall’inviato speciale Onu Martti Ahtisaari dovrebbero chiudersi entro l’anno.