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Francia, timori per il mercato aviario dopo il primo caso di H5N1

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Francia, timori per il mercato aviario dopo il primo caso di H5N1

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In Europa sono i soli a poter vantare un pollo a Denominazione di Origine Controllata. Per questo gli allevatori della Bresse, in Francia, sanno di rischiare molto, dopo il primo caso confermato di influenza aviaria nel paese. Un caso, oltretutto, riscontrato nelle paludi de Le Dombes, a poche decine di chilometri di distanza.

“Finora l’influenza aviaria non è penetrata”, dice Georges Blanc, dell’associazione allevatori. “La gente non deve smettere di consumare il pollo. E’ il futuro dell’intera filiera a essere in gioco”. In Francia il comparto avicolo muove risorse per oltre 6 miliardi di euro, ed è per questo che il governo è corso ai ripari, varando un piano straordinario di vaccinazioni. Secondo i programmi del ministero della Sanità, a partire da questa settimana saranno vaccinati 900.000 polli. Misure ritenute per adesso adeguate dai consumatori, come una donna, che conferma di comprare pollo regolarmente. “Mi fido del mio negoziante”, dice. Anche gli esperti ripetono messaggi rassicuranti: non esiste ancora nessun caso di contagio di H5N1 tra umani, e comunque, un eventuale virus non sopravviverebbe a temperature superiori a 60 gradi, il che equivale a dichiarare sicuro il consumo di carne di pollo cotta.