ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

A Vienna kossovari e serbi discutono oggi il futuro della regione

Lettura in corso:

A Vienna kossovari e serbi discutono oggi il futuro della regione

Dimensioni di testo Aa Aa

Ci sono voluti sette anni, ma oggi kossovari e serbi siederanno attorno a un tavolo per discutere lo status della regione serba a maggioranza albanese. Due le ipotesi sul tappeto: un Kosovo indipendente oppure un Kosovo autonomo. Le due delegazioni avrebbero dovuto incontrarsi in gennaio, ma la morte del presidente Ibrahim Rugova ha costretto a posticipare il meeting che si tiene a Vienna. L’incontro sarà a porte chiuse e non vi prenderà parte il neopresidente Fatim Sedju, il moderato che succede allo scomparso Rugova. Ai colloqui partecipano rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Unione europea e della Nato. A coordinarli il rappresentante dell’Onu nella regione, il finlandese Martii Ahtisaari.

La delegazione kosovara, guidata dal ministro Lutfi Haziri, chiede l’indipendenza e rifiuta la suddvisione del territorio secondo uno schema etnico. Belgrado invece immagina il futuro del Kososo entro la federazione yugoslava ma si dice disposta a concedere un’autonomia alla magistratura e alla polizia kossovare. Dalla fine del ’99 il kossovo è sotto la protezione dell’Onu. Il 90% della popolazione è di etnia albanese e fede musulmana. La minoranza serba è sempre più ridotta e marginalizzata. Belgrado però continua a considerare la regione come la culla della nazione. La guerra degli anni ’90 ha stravolto la situazione esistente. I serbo-kossovari, di fede ortodossa, che controllavano tutte le istituzioni, sono finiti a vivere confinati in zone sotto la protezione dei caschi blu dell’Onu. Una protezione a cui sono stati costretti a ricorrere sempre più spesso visto il montante revanschismo nei confronti della loro etnìa.