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Gli Stati Uniti d'Europa: un'intervista al premier belga Guy Verhofstadt

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Gli Stati Uniti d'Europa: un'intervista al premier belga Guy Verhofstadt

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Creare gli Stati Uniti d’Europa: è questa la proposta del premier belga Guy Verhofstadt per rilanciare un’Unione europea in difficoltà. E “Stati Uniti d’Europa” è anche il titolo del suo libro pubblicato a Bruxelles il 14 febbraio di quest’anno.

EuroNews ha intervistato quest’uomo politico liberale e sostenitore dell’idea europea, che chiede di riflettere sul senso dell’Unione, sul suo futuro e sulle scelte che ora è importante compiere. EuroNews: Pensa veramente che l’idea di Stati Uniti d’Europa, cioè di Europa a due velocità, potrebbe essere una soluzione per uscire dall’impasse istituzionale? Verhofstadt: Per ora c‘è un dibattito. Ma non si tratta di scegliere tra due alternative: scegliere cioè tra rendere più forte l’Unione Europea o piuttostopuntare sull’allargamento. Credo che si debba lavorare su due cerchi concentrici: gli Stati Uniti d’Europa, centrati essenzialmente sulla Zona Euro; e d’altra parte un’organizzazione di stati europei che si allarga….questa può essere una soluzione. Può essere una soluzione perchè così si permette ai paesi che hanno adottato l’euro di integrare di più la loro politica economica e sociale. Euronews: Per quanto riguarda la parte più integrata dell’Unione, immagina una cooperazione su base intergovernamentale, cioè tra i governi dei diversi paesi membri, o qualcosa di più profondo? Verhofstadt: Penso che il pericolo oggi sia di ritrovarsi un’Europa che vanti solo progetti basati sull’iniziativa di alcuni governi che ne sono i promotori. E non è questo ciò di cui abbiamo bisogno. Ciò che bisogna fare oggi è creare veramente un’Unione politica, con politiche comunitarie, con una Commissione che diventi poco a poco un vero governo per l’Unione europea. EuroNews: Ma non teme ad esempio che un’Europa troppo integrata – l’idea di un’Europa troppo integrata – possa spaventare gli europei che temono la burocrazia di Bruxelles? Verhofstadt: C‘è troppa burocrazia nell’Unione europea…bisogna piuttosto occuparsi dei grandi temi. I grandi temi sono ad esempio: qual è la risposta ai timori della gente di fronte alla globalizzazzione? Qual è la politica comune che possiamo sviluppare a livello di protezione sociale, economia e politica fiscale? E’ questo che bisogna spiegare. E bisogna anche presentare progetti, come ad esempio la difesa europea, che dimostrino che possiamo giocare un ruolo nella politica mondiale. Se si considerano i sondaggi degli ultimi anni si vede che i cittadini dell’Unione sono a favore di un esercito europeo, di una difesa europea, che nonostante questo non esistono ancora. EuroNews: Quando parla di difesa comune e di diplomazia comune, pensa veramente che tutti i paesi membri siano pronti ad abbandonare la loro sovranità assoluta in questi ambiti? Verhofstadt: E’ questo il punto: siamo pronti a perdere una certa parte della nostra sovranità per guadagnare molto più peso a livello mondiale? Se vogliamo giocare un ruolo molto più importante a livello mondiale è necessario cooperare e perdere in parte la sovranità. EuroNews: Lei parla di un’Europa a due velocità, ma è possibile immaginare una diplomazia europea comune e soprattutto una difesa comune senza il sostegno della Gran Bretagna? Verhofstadt: No, ma bisogna distiguere le cose. In ogni caso la Zona Euro è necessaria per sviluppare una politica socio economica più credibile . Ma questi stessi Stati Uniti d’Europa possono cooperare con gli altri membri dell’Unione Europea sul piano della difesa, della politica estera ecc. In ogni caso, propongo una cooperazione aperta. Credo che questo possa fare anche comprendere, far accettare all’opinione pubblica il futuro dell’allargamento. EuroNews: L’Europa a due velocità rappresenta anche una via per far aderire paesi come la Turchia più facilmente? Verhofstadt: No. Credo che con questa proposta si faccia una distinzione tra il rendere più profondi i legami all’interno dell’Unione e il procedere nell’ allargamento. E che sarà più facile così per l’opinione pubblica europea accettare l’allargamento. EuroNews: La Costituzione è morta? Verhofstadt: Credo che la cosa più importante per il momento sia aprire il dibattito sul futuro dell’Europa.. e non solo dire: bene, prima di tutto la ratifica e poi si vedrà. No, credo che sia il momento di fare scelte chiare. Ad esempio decidere se si vuole uno spazio di libero scambio o se si vuole piuttosto un’unione politica, a tutti gli effetti, con tutti gli strumenti. EuroNews: Lei è il primo capo di stato che presenta una proposta, in modo, non direi formale, ma comunque importante e ufficiale, di un documento che parla dell’Europa a due velocità. Da un punto di vista istituzionale, quando pensa che potrà presentarla sul tavolo dei suoi colleghi europei? Verhofstadt: Spero che tutti i paesi, i 25, possano aderire a questo progetto, e che così non ci siano due velocità. E’ solo se alcuni paesi non vogliono aderire, che sarà forse necessario continuare con un nocciolo duro. Personalmente, spero che tutti i paesi possano aderirvi. La prima volta che se ne parlerà è alla fine della presidenza austriaca, nel consiglio di giugno è previsto un dibattito sul tema.