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Influenza aviaria: in Europa il pollo non si mangia più

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Influenza aviaria: in Europa il pollo non si mangia più

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Influenza aviaria: da epidemia a disastro economico. Per evitare il tracollo del settore avicolo europeo, la Commissione ha autorizzato gli aiuti di stato, ma a strette condizioni. E’ la prima misura presa dall’Unione in seguito alle pressioni dei paesi dove è stato rilevato l’H5N1.

In Italia i consumi sono calati del 70% in pochi giorni. La Confederazione Italiana Agricoltori denuncia che il settore sta perdendo 6 milioni di euro al giorno. Dall’inizio della crisi sono stati persi complessivamente 650 milioni di euro, mentre 30 mila dipendenti del settore, da gennaio sono in cassa integrazione. I consumatori sono sempre più diffidenti, nonostante le rigide misure intraprese per garantire la qualità del pollame da allevameto. La psicosi da aviaria è diventata una sindrome e sui banchi dei mercati il pollo non si vende quasi più: La normativa europea non prevede clausole speciali a sostegno del settore avicolo, a differenza del comparto della carne bovina, dove furono introdotte misure particolari dopo la crisi del morbo della mucca pazza. Italia e Grecia intendono sollevare il problema della crollo dei consumi al consiglio dei ministri dell’agricoltura lunedì a Bruxelles.