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Direttiva Bolkestein: di cosa si tratta

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Direttiva Bolkestein: di cosa si tratta

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La direttiva che approda al parlamento europeo prende il nome da Frits Bolkestein. Olandese, ex commissario europeo al commercio interno all’epoca della commissione Prodi, autore della direttiva per la liberalizzazione dei servizi. Questo concetto fu uno dei capisaldi del trattato di Roma. Il documento conteneva il principio della libera circolazione delle persone e delle merci, ma anche dei servizi.

Il trattato da questo punto di vista è stato disatteso anche se i servizi rappresentano quasi il 70% del budget europeo. La direttiva Bolkestein cerca di colmare questa lacuna. Il documento che arriva in aula a Strasburgo però, è una soluzione di compromesso. Emendata la norma più controversa: il principio del paese d’origine secondo cui chi presta servizio in uno stato straniero resta soggetto alla legislazione del paese di provenienza.

Adesso un lavoratore potrà andare dove vuole ma dovrà rispettare le stesse regole del suo concorrente in patria, dal diritto del lavoro alla tutela dell’ambiente. La normativa interessa molti settori dell’economia come la contabilità o le costruzioni, esclude però comparti quali sanità, educazione e quanto abbia a che fare con il benessere dell’infanzia.

Altro obbligo per l’impresa è quello di accettare,laddove in vigore, la contrattazione collettiva. Il cambiamento è stato rischiesto soprattutto dai sindacati per evitare casi come quello di una ditta lettone che in Svezia aveva rifiutato di discutere con le parti sociali provocando il boicottaggio dei lavoratori e la serrata del cantiere.