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Baghdad: i giudici aggiornano il processo a Saddam

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Baghdad: i giudici aggiornano il processo a Saddam

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La Corte prende tempo dopo l’ennesima udienza turbolenta. Il processo a carico di Saddam Hussein è stato aggiornato al 28 febbraio. Già ieri il dibattimento era stato interrotto a causa delle proteste degli imputati contro la Corte.

Oggi l’atmosfera non era molto differente: Saddam Hussein è entrato in aula annunciando di aver cominciato da tre giorni uno sciopero della fame insieme ai suoi sette coimputati. Vogliono la sostituzione del nuovo giudice capo, Rauf Abdel-Rahman, un curdo succeduto a un magistrato sciita criticato per la sua gestione del processo. Ragione per la quale la difesa continua a boicottare le udienze. E’ opinione condivisa, tra gli analisti, che il processo sia sfuggito di mano alla Corte. E’ quanto pensa anche un corrispondente della televisione in lingua araba Al Hurra, Omar Mohammed: “Saddam Hussein e i suoi coimputati sono diventati più forti dei giudici. Lo prova il fatto che l’udienza di ieri sia stata aggiornata. I giudici, il procuratore e il trubunale intero hanno perso il controllo della situazione”. L’ex uomo forte di Baghdad deve rispondere di fronte all’alto Tribunale Iracheno, del massacro di 148 persone nella città sciita di Dudjaïl, 25 anni fa. La Corte cerca di stabilire un legame tra l’ex raìs e la strage tramite le testimonianze di ex collaboratori di Saddam. Oggi dovevano comparire davanti ai magistrati un ex ministro della cultura e un ex responsabile dei servizi segreti.