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Stop alla Clemenceau: la Corte suprema chiede un nuovo test amianto

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Stop alla Clemenceau: la Corte suprema chiede un nuovo test amianto

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L’ultimo viaggio della portaerei francese Clemenceau non è ancora finito. All’ancora nell’oceano Indiano attende il verdetto della Corte Suprema del Paese, che ha chiesto un nuovo test amianto prima di permetterne l’attracco nel porto di Alang, dove c‘è un cantiere specializzato nella demolizione di cargo e grosse imbarcazioni.

La Corte chiede la convocazione di una nuova equipe di esperti per stabilire con certezza con quali materiali è stata costruita la portaerei. Il caso Clemenceau alimenta un forte dibattito interno. Tanto che, come afferma il rappresentante dell’organismo governativo per il controllo contro l’inquinamento, si è deciso di procedere legalmente contro chi continuerà a organizzare manifestazioni di protesta. Varata nel 1961, le operazioni di bonifica della portaerei sono iniziate l’anno scorso in Francia, a Tolone, dove sono state messe in sicurezza, oltre centodieci tonnellate di amianto. (Il ministero della Difesa francese ha comunque denunciato la scomparsa di una trentina di tonnellate). Se Greenpeace protesta per i rischi ambientali rappresentati dall’arrivo della Clemenceau, che, secondo la Ong, può contenere fino a 1000 tonnellate di amianto, i dipendenti del cantiere manifestano contro le lungaggini burocratiche. Temono un verdetto negativo della corte e la perdita del lavoro. Secondo l’organizzazione ambientalista, la Clemenceau può contenere fino a 1000 tonnellate di amianto. Dato smentito da Parigi, che afferma che la portaerei contiene adesso appena 45 tonnellate di materiale pericoloso.