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Sharon: "condizioni critiche, a non corre immediato pericolo di vita"

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Sharon: "condizioni critiche, a non corre immediato pericolo di vita"

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“Le condizioni di Sharon restano critiche, ma dopo una notte tranquilla, non ci sono rischi immediati per la sua vita”. A dirlo i medici dell’ospedale Hadassah Ein Karem di Gerusalemme che ieri hanno operato d’urgenza l’ex premier israeliano per la settima volta in un mese. L’intervento è durato 4 ore. Sharon era improvvisamente peggiorato.

Il blocco della circolazione sanguigna nell’intestino aveva fatto temere una cancrena e ha convinto i medici ad asportare 50 centimetri dell’intestino del paziente. Per tutto il giorno Israele ha seguito col fiato sospeso l’evolversi della vicenda: “Per noi Israeliani è tutto nelle mani di Dio”, dice un giovane. “Da quando è in coma non sappiamo granché. Credo però che anziché vivere come un vegetale sia meglio andare via”, afferma un’altra persona.“È un essere umano e non tornerà più alla vita politica.

Ora dipende da Dio”, ammette un uomo e un altro aggiunge, “Anche se Sharon si svegliasse dal coma non cambierà nulla per le condizioni dei palestinesi”. Per tutta la giornata all’ospedale è stata una processione di autorità, familiari e mezzi d’informazione al capezzale del settantasettenne Sharon. Le condizioni di Sharon sono peggiorate dal 4 gennaio quando venne colpito da emorragia cerebrale. Da allora è in coma vegetativo e i medici avvertono che le possibilità di recupero appaiono scarse.