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Influenza aviaria, misure più rigide in Europa per rallentare il virus

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Influenza aviaria, misure più rigide in Europa per rallentare il virus

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Aumento della sorveglianza senza però cedere al panico. Sono le raccomandazioni dell’Organizzazione per la salute animale dopo la scoperta di casi di influenza aviaria su uccelli selvatici in Grecia e in Italia.

Tuttavia, il virus H5N1 entrato per la prima volta nei paesi dell’Unione europea appartiene secondo le autorità italiane alla variante più patogena. Sia in Bulgaria che in Grecia che nelle regioni dell’Italia meridionale sono state adottate rigide misure preventive con lo scopo di evitare o ritardare il più possibile, quello che i ricercatori chiamano il “salto di genere”. Una eventualità ritenuta possibile ma non per l’immediato, come dice il professor Giovanni Rezza. “Il grande rischio nasce dal fatto che questo virus passando dagli animali all’uomo possa diffondersi da una persona all’altra. Fino a che non si registrerà una mutazione che renda il virus trasmissibile, il rischio è potenziale ma non reale”. L’Organizzazione mondiale per la salute animale ha anche confermato che il ceppo virale isolato in Europa e Africa è lo stesso di quello asiatico. Secondo i dati disponibili, sono 169 le persone contagiate in tutto il mondo. Di queste 91 sono morte.