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Tiene duro Sharon, strappato alla morte da un nuovo intervento

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Tiene duro Sharon, strappato alla morte da un nuovo intervento

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Dopo l’ennesimo intervento, Ariel Sharon è in condizioni critiche ma stabili. E’ il responso dei medici dell’ospedale Hadassh Ein Karem di Gerusalemme dopo che il Primo ministro israeliano ha subito la settima operazione dal suo ricovero, il 4 gennaio.

Shlomo Mor Yossef, direttore dell’ospedale, ha spiegato in una conferenza stampa che l’operazione è stata decisa di comune accordo con i familiari di Sharon in seguito ad un repentino peggioramento delle sue condizioni intervenuto in mattinata. Il blocco della circolazione sanguigna a livello intestinale aveva fatto temere un principio di cancrena. L’esito positivo dell’intervento odierno non cambia il quadro generale delle condizioni del paziente. Sharon è in coma, in sala di rianimazione, in attesa d’essere nuovamente trasferito nel reparto di neurologia. Il 20 dicembre scorso Sharon viene dimesso dopo due giorni di ricovero a seguito di un lieve istus. Prima della nuova emorragia celebrale, due settimane dopo, la sua tempra semi-leggendaria gli consente di riprendere le funzioni e partecipare alla sua ultima riunione di governo. Al suo fianco c‘è come sempre il fedelissimo Ehud Olmert, attualmente Primo ministro ad interim. E’ nelle mani di Olmert anche la guida di Kadima, partito centrista fondato dallo stesso Sharon dopo l’uscita dal Likud. A tutt’ora, è Kadima ad essere in vantaggio nei sondaggi in vista delle legislative che si terranno il 28 marzo.