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Italia, scoperti casi di influenza aviaria su dei cigni migratori

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Italia, scoperti casi di influenza aviaria su dei cigni migratori

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E’ la forma più aggressiva del virus dell’influenza aviaria, quella riscontrata su alcuni cigni trovati morti in Italia. Una novità destinata ad accrescere gli allarmi, anche se ancora, come dice il ministro della Salute Storace, non si dispone di un quadro completo.

“Ci sono cambiamenti continui sul numero di animali morti, ma a noi risultano finora almeno diciassette cigni” In Sicilia, Calabria e Puglia, dove sono stati rinvenuti i volatili morti, verranno attuate rigide misure per evitare la diffusione del virus. Si tratta degli stessi provvedimenti in atto in Grecia: isolamento del focolaio, blocco degli allevamenti e delle esportazioni di carni avicole. Come in Italia anche in Grecia la varietà del virus rinvenuto è definita “altamente patogena”. Da giovedi scorso, quando è scattata l’allerta nel paese, è stata chiusa la caccia nella zona dei ritrovamenti ma non si esclude di estendere il provvedimento a tutto il territorio nazionale. Ma la maggiore preoccupazione degli esperti è rivolta alla Nigeria. Si attende ancora la conferma ufficiale circa la presenza del virus in una fattoria accanto al fiume Niger, ma sono già stati abbattuti oltre 100.000 volatili. Per un portavoce della Fao, se la situazione sfuggisse di mano, sarebbe la catastrofe per l’Africa. L’allarme si trasforma in vero panico infine in Indonesia, dopo la morte di una donna di 37 anni trovata positiva all’H5N1: è la seconda vittima in pochi giorni. Dal 2003, quando il virus è comparso nel paese asiatico, si contano 23 contaminati e 16 vittime. Ma la maggiore preoccupazione degli esperti è rivolta alla Nigeria. Si attende ancora la conferma ufficiale circa la presenza del virus in una fattoria accanto al fiume Niger, ma sono già stati abbattuti oltre 100.000 volatili. Per un portavoce della Fao, se la situazione sfuggisse di mano, sarebbe la catastrofe per l’Africa.