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G8: costi energetici, spada di Damocle sulla crescita economica

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G8: costi energetici, spada di Damocle sulla crescita economica

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L’instabilità dei costi energetici minaccia la crescita economica che tuttavia resterà solida per il 2006. E’ questo il messaggio conclusivo del G8, vertice dei grandi Paesi industrializzati, i cui ministri delle finanze si sono riuniti quest’anno per la prima volta a Mosca.

Sotto tutti i riflettori ovviamente l’ospite, il presidente russo Vladimir Putin che ha assunto la presidenza del G8 il primo gennaio, negli stessi giorni in cui esplodeva la cosiddetta “guerra del gas” con l’Ucraina, che ha lasciato con il fiato sospeso, e un poco più al freddo, tutta Europa. La Russia – membro aggiunto al gruppo composto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia e Giappone – ha confermato di essere in una fase di boom, grazie proprio al caro-petrolio e al caro-gas. Una posizione di forza che ha permesso a Putin di far notare come il G8 potrebbe essere strumento più efficace se Mosca ne divenisse membro a tutti gli effetti.