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Nepal, un voto ad altissima tensione

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Nepal, un voto ad altissima tensione

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E’ in un clima ad altissima tensione che si si sono svolte le elezioni in Nepal, boicottate dai 7 partiti d’opposizione, che le considerano come una manovra per legittimare il potere autocratico del re Gyanendra.La guerriglia maoista ha proclamato uno sciopero generale e dal 2 gennaio ha messo fine alla tregua unilaterale che stava osservando da 4 mesi. I maoisti, che controllano la maggior parte delle zone rurali, avrebbero ucciso 7 poliziotti in un attacco giusto qualche ore prima che il capo dei ribelli, Prachanda, rinnovasse la sua offerta di negoziato. Di qui la convocazione di elezioni per un’assemblea costituente per redigere una nuova Costituzione.Il Nepal, che conta oltre 26 milioni di abitanti, è scosso dalla violenza da quando, nel 1996, è scoppiata la guerriglia maoista che ha già fatto circa 13 mila di morti.Al palazzo reale si assicura che le elezioni municipali sono il primo passo verso il ripristino della democrazia nel regno, con la promessa di convocare una consultazione politica nell’aprile 2007.Dal febbraio dell’anno scorso, il re Gyanendra ha preso i pieni poteri, dopo aver sciolto il Parlamento. E’ la seconda volta che il re assume il potere esecutivo, la prima fu nel 2002.Gyanendra ascese al trono nel giugno 2001, poco dopo il massacro di una parte della famiglia reale, tra cui il re Binendra e la regina Aishwarya, massacro compiuto dall’erede al trono Dipendra.La violenza e l’instabilità politica hanno già provocato gravi conseguenze sul turismo, principale fonte di reddito del Nepal, paese arroccato sulla catena montuosa dell’Himalaya, la cui principale attrazione è l’Everest.