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Haïti al voto

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Haïti al voto

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La piccola repubblica caraibica di Haïti oggi sceglie un nuovo presidente e un nuovo parlamento. Dopo 30 anni di dittatura e 20 di crisi, 3 milioni e mezzo di elettori vannoalle urne sotto lo sguardo attento dei caschi blu dell’Onu, sperando di mettere fine a un’istabilità cronica.

Il segretario dell’Organizzazione degli Stati Americani, José Miguel Insulza:“Ovviamente le elezioni non risolveranno tutti i problemi di Haïti. Queste consultazioni sono comunque un primo passo verso una necessaria normalizazzione politica. Il processo sarà molto più complesso nella sua totalità”. Due anni dopo la partenza del presidente Jean Bertrand Aristide, fuggito nel febbraio 2004 per un’insurrezione e da allora in esilio nell’Africa del Sud, Haïti resta alla mercé di bande armate che praticano sequestri, contrabbando e traffico di droga. Fra i 32 candidati alla presidenza, il favorito è l’ex presidente René Préval, 63 anni, ex alleato di Aristide. Tra gli sfidanti più minacciosi, l’industriale Charles Henry Baker, un imprenditore sostenuto dalla classe agiata di Haiti, e Leslie Manigat, un ex presidente che gode dei favori del settore privato. Haïti è tra i paesi più poveri dell’America Latina: la disoccupazione supera il 60% e la maggioranza degli 8 milioni e mezzo di abitanti vive con meno di due dollari al giorno.