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Egitto, scontri tra i familiari delle vittime del naufragio e la polizia

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Egitto, scontri tra i familiari delle vittime del naufragio e la polizia

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Rabbia a Safaga in Egitto, contro la compagnia proprietaria del traghetto naufragato venerdi nel Mar Rosso. I familiari delle circa 200 vittime e degli oltre 800 dispersi hanno attaccato l’ufficio della società marittima Al Salam. La polizia si è servita dei lacrimogeni per disperdere la folla.

Oltre un migliaio di persone si erano raccolte nella città portuale sul mar Rosso già nel fine settimana, per chieder notizie sui propri parenti dispersi o morti nell’incidente. Molti ritengono la compagnia responsabile della tragedia. A far crescere la collera le testimonianze e le gravi denunce dei sopravvissuti, circa 400 persone. Una ventina di loro sono arrivati questa mattina all’aeroporto del Cairo. “La barca è andata a fuoco per due ore – dice Walid Mahmoud – C’era il tempo per tornare indietro. Ma l’equipaggio non ha voluto dirci dov’erano le barchhe di salvataggio, continuavano a dire che tutto andava bene”.“L’equipaggio – spiega Haseeb Said – è scappato quando la nave ha iniziato a colare a picco. Erano pronti”. Continuano le ricerche dei dispersi di questa tragedia del mare, una delle peggiori della storia dell’Egitto, mentre si è aperta un inchiesta sulle cause dell’incidente e sull’adeguatezza delle misure di sicurezza a bordo.