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6 febbraio, giorno delle vittime dell'infibulazione

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6 febbraio, giorno delle vittime dell'infibulazione

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Dal 2002 il 6 febbraio è il giorno che l’Unicef dedica alle vittime delle mutilazioni genitali. L’agenzia dell’Onu avvia periodicamente campagne di informazione e prevenzione nelle zone in cui viene praticata. Ne sono vittime ogni anno tra i due e i tre milioni di bambine. Un’usanza diffusa, in proporzioni diverse, in Africa, Asia, e in Europa, nelle comunità di immigrati.

La pratica è considerata un rito di passaggio all’età adulta e un atto purificatorio. In realtà è spesso uno strumento di controllo sulla popolazione femminile, oltre che un mezzo di sostentamento per la famiglia della giovane, che in questa occasione riceve dalla comunità denaro e animali d’allevamento. Elevati i rischi sanitari: oltre al dolore e ai danni psicologici, infezioni, epatiti, emorragie, talvolta la morte. Il Senegal è uno dei primi paesi ad aver incoraggiato la popolazione ad abbandonare quest’usanza. “In nove anni, dice la deputata Aminata Ndiaye, abbiamo convinto oltre il 30% dei villaggi a sostituire la pratica con altre più simboliche.” Guinea, Egitto, Mali, Sudan ed Eritrea i paesi in cui le mutilazioni femminili sono più diffuse, anche se la pratica interessa un’area più vasta. Nessun testo religioso la prevede, eppure viene praticata da mussulmani, cristiani, ebrei etiopi, copti e fedeli di religioni tradizionali africane. Nei paesi dove è maggiormente diffusa è elevato il tasso di donne che comunque la sostengono. Il che mostra quanto pesi la tradizione in certe comunità, al di là del dolore fisico e dei rischi. La legge interviene però sempre più spesso per frenare il fenomeno. Mélégué Traoré, deputato del Burkina Faso, spiega come dopo vent’anni di sensibilizzazione alla questione arriva il momento in cui si dice: “la mutilazione sessuale è sanzionata dal codice penale ed è passibile di pena.“In diversi paesi africani l’infibulazione è ormai illegale. In Europa il Parlamento di Strasburgo ha adottato una risoluzione che offre asilo alle donne che rischiano di esserne vittima nel proprio paese.