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Ostaggi in Iraq, Berlino chiede ai rapitori un gesto di clemenza

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Ostaggi in Iraq, Berlino chiede ai rapitori un gesto di clemenza

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L’ultimatum sul destino dei due ingegneri tedeschi rapiti in Iraq è scaduto, ed ora si teme per le loro vite. Un appello per il loro rilascio è stato lanciato dal ministro degli esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier.

“Mi rivolgo ai rapitori: tenete conto dell’apprensione dei familiari. Thomas Nitschkhe e Rene Braeunlich erano in Iraq per migliorare la vita quotidiana della gente. Il cancelliere Merkel e io facciamo appello a voi affinché liberiate Thomas Nitschke e Rene Braeunlich”. Al ministero degli esteri tedesco, dove è attiva una unità di crisi, si ammette che non è stato possibile finora stabilire contatti diretti coi sequestratori. Una circostanza che potrebbe aver reso più difficile la gestione dell’emergenza da parte delle autorità, che si limitano dal canto loro ad ammettere che la situazione è grave senza commentare ulteriormente la scandenza dell’ultimatum. I due ingegneri tedeschi furono sequestrati il 24 gennaio scorso mentre si trovavano a Baiji, a 180 chilometri dalla capitale Baghdad. Nitszchke e Brauenlich lavoravano in una delle maggiori raffinerie di petrolio attive nel paese. A fine novembre in Iraq, un’altra tedesca – l’arechologa Osthoff – venne rapita e rilasciata tre settimane più tardi, probabilmente dopo il pagamento di un riscatto.