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Impedito l'accesso al porto ai parenti dei passeggeri del traghetto affondato nel mar Rosso

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Impedito l'accesso al porto ai parenti dei passeggeri del traghetto affondato nel mar Rosso

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È stata una vera e propria battaglia. All’entrata del porto di Safaga, in Egitto, i parenti dei passeggeri del traghetto al-Salam 98, affondato nella notte tra giovedì e venerdì, hanno trovato ad accoglierli un nutrito cordone di polizia. L’accesso allo scalo portuale era stato infatti vietato dalle autorità egiziane, ma nonostante questo i familiari sono riusciti ad arrivare lo stessosulle banchine.

Qui hanno visto i primi supersititi che hanno cominciato a fornire informazioni sulle possibili cause della tragedia. Secondo le testimonianze raccolte un incendio si sarebbe svillupato nella sale macchine dell’imbarcazione che ha continuato lo stesso a navigare per alcune ore. Intorno alle tre di notte locali il traghetto partito da Duba in Arabia Sauditae diretto a Safaga in Egitto si e rovesciato ed è affondato in qualche minuto. I sopravvissuti, circa 350 sulle 1400 persone a bordo, sono stati quasi tutti portati all’ospedale di Hurghada dove hanno ricevuto la visita del presidente egiziano Mubharak. Il capo dello Stato ha promesso una inchiesta rapida e imparziale sulle cause e sulle responsabilità del disastro.