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La Danimarca tende la mano ai musulmani ma non si scusa.

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La Danimarca tende la mano ai musulmani ma non si scusa.

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Il premier danese Anders Fogh Rasmussen ha incontrato oggi gli ambasciatori stranieri, inclusi quelli degli undici paesi che avevano protestato per la pubblicazione delle caricature e che in un primo tempo non erano stati ricevuti dal premier. Dopo il meeting, Rasmussen ha dichiarato: “Il governo danese non può scusarsi per conto di un giornale libero e indipendente. È semplicemente e completamente impossibile. Perché nel nostro sistema i media sono indipendenti”.Allentare la tensione senza cedere sui princìpi. È su questo filo sottile che gli europei stanno camminando, messi sotto pressione dalle comunità islamiche che in Europa ci vivono. Come a Londra, dove un centinaio di persone hanno manifestato davanti all’ambasciata danese. Il ministro degli esteri Jack Straw si è schierato dalla loro parte: “Rispettamo la libertà d’espressione – ha detto -, ma non c‘è bisogno di insultare o lanciare provocazioni gratuite. Credo che la ripubblicazione di queste vignette non fosse necessaria”.La catena di solidarietà dei giornali europei è infatti proseguita anche oggi. Diviso fra una tradizione secolare di libertà di pensiero e la necessità di non entrare in conflitto con la maggiore comunità musulmana d’Europa, il governo francese è rimasto ambiguo. Il ministro degli esteri Philippe Douste-Blazy ha dichiarato: “Condanno naturalmente chi brucia le bandiere dei paesi occidentali, ma anche chi usa la religione per fare politica”.Proprio la Francia è il primo paese in cui un direttore, Jacques Lefranc di France Soir, è stato licenziato per aver ripubblicato le vignette incriminate.