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Nucleare iraniano: l'Aiea apre uno spiraglio, ma Teheran è irremovibile

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Nucleare iraniano: l'Aiea apre uno spiraglio, ma Teheran è irremovibile

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L’agenzia atomica internazionale lascia la porta aperta alla diplomazia. Sul dossier nucleare iraniano la situazione è critica, ma una vera e propria crisi non è stata ancora ufficialmente dichiarata. E’ dunque a questo punto il dibattito tra i 35 Paesi rappresentati nel consiglio dei governatori dell’Aiea, riunito a Vienna sotto la presidenza di Mohammed el Baradei. C‘è tempo fino alla conclusione del rapporto, prevista il 6 marzo, per scongiurare sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu.“Non c‘è una minaccia imminente – dice el Baradei – sia che i governatori decidano di ricorrere al Consiglio di sicurezza o no. Tutti concordano che l’unico modo di procedere è attraverso la diplomazia, col negoziato. E c‘è ancora un’opportunità di dialogo, per tutte le parti in causa”.Ma il presidente iraniano rilancia: Mahmud Ahmadinejad ha detto oggi che il suo Paese non rinuncerà ad alcuna condizione al suo programma nucleare, e in particolare all’arricchimento dell’uranio, che considera un legittimo diritto del suo popolo.Il caponegoziatore Ali Larijani ha affermato in una lettera ad el Baradei che, in caso di ricorso al Consiglio di sicurezza, l’Iran si riterrà libero di riprendere tutte le sue attività nucleari su scala industriale.Numerosi sono gli stabilimenti, in tutto l’Iran, utilizzati nel programma nucleare. Ma quello di Natanz è rimasto, per decenni, segreto. Può produrre combustibile per le centrali ma anche, se opportunamente adattato, bombe atomiche. Fu l’opposizione iraniana in esilio, 4 anni fa, a rivelarne l’esistenza.