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L'intervista: Papandreou, il nuovo presidente dell'internazionale socialista

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L'intervista: Papandreou, il nuovo presidente dell'internazionale socialista

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Ghiorgos Papandreou e le prospettive del socialismo europeo: ex ministro degli esteri greco, figlio e nipote di primi ministri, è dal febbraio 2004 segretario del Pasok, il partito socialista ellenico. Nel marzo di due anni fa perse le elezioni, e da allora in Grecia c‘è un governo di centro-destra. Di Papandreou si era parlato per qualche incarico europeo, ma poi non se ne è fatto nulla. Per ora.
Torna alla ribalta, Ghiorgos Andreas Papandreou, grazie all’internazionale socialista, di cui è appena divenuto presidente. Nato nello stato americano del Minnesota, dove il padre, Andreas, aveva ottenuto una docenza, parla un perfetto inglese.

EuroNews:
Pochi in Europa sanno che l’internazionale socialista esiste ancora, e quindi lei ha molto lavoro da fare. Da dove comincerà?

George Papandreou, President of Socialist International:
Prima di tutto, penso che l’internazionale socialista abbia una grande occasione. Siamo 161 partiti, in tutto il mondo, la più grande organizzazione politica mondiale. E abbiamo l’ocasione per dimostrare la nostra solidarietà per le zone nuove del mond, dove si stanno sviluppando movimenti progressisti, e questo succederà anche in Russia, in Cina, nel mondo arabo, lavorando insieme ai progressisti negli Stati Uniti d’America.
La nostra base è tradizionalmente in Europa, ma ci sono partiti molto forti anche nell’America latina e in altre parti del mondo. Abbiamo l’opportunità di mettere in mostra il nostro lavoro nel campo della giustizia, della lotta contro la povertà e le diseguaglianze, nel campo della democrazia e della partecipazione, e anche nell’appoggio a iniziative come quella adottata dal primo ministro spagnolo, Zapatero, per un dialogo, un’alleanza tra le civiltà,
in luogo dello scontro tra culture.

EuroNews:
Si dice che la socialdemocrazia non viva i suoi giorni migliori, in questo peruiodo in Europa. Come vede la situazione della sinistra nel vecchio continente?

G. PAPANDREOU:
Prima di tutto, abbiamo un discreto numero di socialisti al governo nell’Unione Europea. Secondo, l’Europa si è fondata sulle lotte del movimento sindacale, per il modello sociale europeo.
Terzo, stiamo proponendo un’alternativa chiara. Il modello nordico, secondo me, ha ispirato molti, e consente di usare il mercato, ma usarlo in favore dei nostri cittadini, creando anche un ambiente sicuro per il cambiamento e lo sviluppo, perché i nostri cittadini abbiano la percezione di un sistema sociale che dà loro quello di cui hanno bisogno.
E poi, c‘è un partito socialista molto forte, guidato da poul Rasmussen, e lui sta lavorando duro per unire i nostri partiti, in una visione comune dell’Europa. E penso che siamo in grado di dare una visione politica dell’Unione Europea.

EuroNews:
Vede nuove tendenze, tra i conservatori in Europa?

G. PAPANDREOU:
Penso che oggi i conservatori si muovano pericolosamente, ogni giorno di più, vero il populismo.
Il mondo ha i suoi problemi, e non ha bisogno del populismo, non ha bisogno che si giochi sulla paura. Il loro linguaggio è quello della paura, il nostro è quello della sicurezza.
Penso che stiano anche facendo grandi governi, ma grandi governi per pochi. noi, invece, oncepiamo un governo per dare ai cittadini più potere per affrontare le sfide di oggi.

EuroNews:
Perché i leader socialisti attualmente in carica, come Tony Blair, ma anche José Luis Zapatero, Göran Persson e altri, sembrano voler evitare qualsiasi azione congiunta in seno all’Unione Europea?

G. PAPANDREOU:
Lavoriamo sempre più spesso insieme, come socialisti, nell’Unione Europea. Ovviamente c‘è un problema, relativo alle istituzioni democratiche della nostra Unione Europea.
Dovremo occuparcene in una nuova stesura della Costituzione. Ci sarà più dibattito sul futuro dell’Europa. Io credo che dobbiamo rafforzare le istituzioni democratiche, in modo che anche i partiti possano avere il loro ruolo.
Il partito socialista in Europa è, credo, il gruppo politico meglio organizzato, più attivo e più unito. Saprà creare, e già oggi è in grado di darsi un ruolo importante nell’elaborazione di un percorso alternativo per l’Europa.

EuroNews:
Che cosa, dell’antica Grecia, potrebbe essere fonte di ispirazione per chi cerca oggi un nuovo modo di fare politica?

G. PAPANDREOU:
Naturalmente la Grecia antica è fonte di ispirazione, per me, e penso anche per molti altri.
L’idea di democrazia e il significato che ha oggi è qualche cosa di cui dobbiamo occuparci, e sarà utile per tutti noi guardare indietro, a come è cominciata, alle idee sulla democrazia.
per esempio, la parola “idiota” deriva dal greco “idiotis”, che in greco indica qualcuno che non prende parte all cosa pubblica, che non è parte del lavoro e delle funzioni sociali e politiche.
La morale che possiamo trarre da quell’esempio è che gente come Platone, Socrate e Aristotele lavoravano continuamente per l’inclusione, la partecipazione, l democrazia diretta, la responsabilità sociale di tutti verso il nostro mondo.
Questa è un’ispirazione.
E come traduciamo questi concetti nella democrazia di oggi, in un mondo globale?
Cos‘è la democrazia, in un mondo globale? Come fare in modo che i nostri cittadini, in ogni angolo del mondo, non vadano persi, ma abbiano una voce? Penso che questa sia una delle principali sfide nel nostro villaggio globale. E penso che, su questo, l’internazionale socialista possa avere un ruolo importante, presentandosi con delle idee sulla governance democratica nel mondo.