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Hamas annuncia: non disarmiamo

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Hamas annuncia: non disarmiamo

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Hamas non disarma. Respingendo gli inviti della comunità internazionale, i leader del movimento integralista palestinese ipotizzano piuttosto la possibilità di legalizzare la resistenza facendo entrare i militanti nei ranghi dell’esercito. Questo il senso della dichiarazione di Khaled Mechaal, leader in esilio del movimento, che stamani ha affermato ancora che Hamas riuscirà in politica così come è riuscito nella lotta armata.

Una dichiarazione che suona come una risposta alla netta presa di posizione di Washington che per bocca del portavoce del Dipartimento di Stato, Sean Mccormack, ha annunciato di rivedere la politica di aiuti nei confronti dei territori: “Se ci sarà un governo guidato da Hamas, così come sembra probabile, dovremo rivedere tutti gli aspetti dei nostri programmi di sostegno, basati sulla nostra legislazione e politica”. Con la maggioranza assoluta in Parlamento, Hamas ha riportato 76 seggi su 132, il movimento formerà il nuovo governo. Un governo di unità nazionale nelle intenzioni dei suoi dirigenti, che vogliono intavolare negoziati anche con Fatah, il partito che per decenni ha gestito la politica palestinese.

La vittoria elettorale non cambia la pelle di Hamas per il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni che sottolinea: “Il fatto che Hamas abbia partecipato alle elezioni non significa che il movimento non sia più un’organizzazione terroristica”. Continuano intanto a Gaza le manifestazioni dei militanti di Fatah contro il presidente Abbas considerato l’artefice principale della schiacciante sconfitta del partito alle elezioni. Le brigate dei martiri di al-Aqsa, braccio armato di Fatah, dal canto loro, hanno annunciato di non rispettare più la tregua con Isreale.