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Elezioni, le reazioni occidentali non si fanno attendere.

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Elezioni, le reazioni occidentali non si fanno attendere.

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Il presidente americano G.W.Bush ha ribadito, nella conferenza stampa annunciata a sopresa dalla Casa Bianca, la tradizionale posizione statunitense nei confronti di Hamas: gli Stati Uniti non intendono trattare con un partito politico che rivendica la distruzione di Israele.

“Non si puo’ essere un partner nel processo di pace se si possiede un braccio armato. Le elezioni si sono appena concluse e seguiremo con attenzione la formazione del nuovo governo palestinese. Ma continuero’ a ricordare al popolo (palestinese) cio’ che ho detto: se il vostro programma è la distruzione di Israele, questo vuol dire che non siete un partner di pace”. Inquietudini arrivano anche da parte europea – il quartetto per il Medioriente, Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Onu, si riunirà lunedi’ a Londra. Il premier francese Villepin – durante la consueta conferenza mensile – ha sottolineato la necessità per Hamas di rinunciare alla violenza. Il dialogo con il partito radicale palestinese difatti, è condizionato soprattutto da questo fattore: “La concertazione del quartetto deve essere rapida – ha detto Villepin – e quello che piu’ desidero è che possano essere soddisfatte le condizioni indispensabili per lavorare con il governo palestinese. Per la Francia queste condizioni sono la rinuncia alla violenza, accettare gli obiettivi di pace che sono stati fissati e il riconoscimento dello stato d’Israele” L’Unione Europea, il maggiore donatore di aiuti ai palestinesi, 250 milioni di euro solo lo scorso anno, ha già precisato (per voce del suo Commissario alle Relazioni Estere) che collaborerà con qualsiasi governo. L’importante è che siaintenzionato a lavorare per la pace con mezzi pacifici.