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Angie, astro brillante della politica europea

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Angie, astro brillante della politica europea

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È Cancelliere da soli due mesi ma la sua presenza in Europa si sente, eccome. Sicura di sé, diretta, spiritosa anche, Angela Merkel ha stupito tutti. Al vertice di Bruxelles dello scorso dicembre ha sbloccato l’Europa dall’impasse sul budget: la sua mediazione è stata fondamentale.

E l’asse Parigi-Berlino? È un asse zoppicante: la Francia ha un presidente ormai a fine mandato, sconfitto sulla Costituzione Europea. Le elezioni presidenziali sono vicine ma non vicinissime, e l’esito è difficile da prevedere. Normale allora che Angie si guardi intorno. A dubitare sulla tenuta dell’asse franco tedesco anche gli addetti ai lavori, come Karel Lanoo, del centro studi di politica europea. “Ho avuto l’impressione alla fine dell’era Schroeder che si volesse mantenere, anche artificialmente, l’asse franco tedesco, già allora non più d’attualità. Mi pare che la Merkel intenda andare oltre, e il fatto che si sia recata da Barroso subito dopo aver incontrato Chirac è un segnale importante. Ritengo che la sua politica avrà orizzonti ben più ampi dell’asse franco tedesco, ormai anacronistico: con un’Europa a 25 membri le scelte politiche dovranno necessariamente adattarsi.” In campagna elettorale la Merkel aveva promesso un riavvicinamento agli Usa. L’ha fatto, a modo suo. Parlando per esempio chiaro con Bush della violazione dei diritti umani a Guantanamo. E con Putin non si ha esitato a parlare della Cecenia, mentre sulla gestione della crisi del gas si è mostrata pragmatica.