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Esplosione a un gasdotto verso la Georgia. Tbilisi accusa Mosca

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Esplosione a un gasdotto verso la Georgia. Tbilisi accusa Mosca

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La questione energetica torna ad avvelenare i rapporti tra la Russia e i Paesi vicini. La Georgia ha accusato apertamente Mosca per l’esplosione del gasdotto che ha provocato l’interruzione delle forniture al Paese caucasico e all’Armenia. Secondo il presidente georgiano Mikhail Saakachvili il sabotaggio sarebbe stato perpetrato da apparati della Federazione russa per esercitare una sorta di ricatto sulla Georgia.

Le due esplosioni sono avvenute poco prima dell’alba sul tratto principale e su un tratto secondario del gasdotto Mozdok-Tbilisi, non lontano dalla frontiera georgiana. La Georgia ha riserve di gas ancora per poche ore. E la situazione è resa più preoccupante dall’ondata di freddo che si è abbattuta su tutto l’est Europa e sul Caucaso. “Ieri è toccato all’Ucraina subire le pressioni di Mosca oggi è il turno della Georgia – ha detto il presidente georgiano -. Domani potrebbero colpire qualunque posto dove la Russia vende gas ed elettricità. Quello che è successo oggi è scandaloso, è uno scandaloso ricatto da parte di persone che non sanno agire in modo civile”. Subito pronta la risposta del cremlino che ha definito “isteriche” le parole di Saakashvili. Il presidente Georgiano è arrivato al potere nel 2003 con la “rivoluzione della rosa” che ha scalzato il filorusso Eduard Shervenadze.Da allora i rapporti tra i due Paesi si sono andati degradando tanto più che la dirigenza georgiana ha cercato alleati in occidente e in particolare negli Stati Uniti.