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A ultimatum scaduto, regna il silenzio sulla sorte di Jill Carroll

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A ultimatum scaduto, regna il silenzio sulla sorte di Jill Carroll

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A ultimatum scaduto, nessun contatto è stato stabilito con i rapitori di Jill Carroll, giornalista americana free lance rapita il 7 gennaio a Bagdad.

Nel video diffuso nei giorni scorsi dalle principali tivù arabe i sequestratori avevano chiesto la scarcerazione di otto donne irachene detenute dalle forze statunitensi. L’attesa per la sorte della ragazza è stata scandita dagli appelli lanciati dai genitori e trasmessi dalle televisioni al Jazeera e al Arabiya. Hanno fatto eco i leader musulmani di Francia e la giornalista francese Florence Aubenas: “Jill Carroll è una giornalista, è in Iraq per fare il lavoro che ama. Certo: anche i miei rapitori mi chiesero per un pomeriggio intero perchè sei qui? come puoi provare che sei una giornalista? L’unica prova sono le parole. Spero che credano a lei come hanno creduto a me”. Intanto a Bagdad le autorità americane affermano di non aver avuto alcun contatto diretto con i sequestratori.