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Iraq: scade questa sera l'ultimatum per la giornalista americana in ostaggio

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Iraq: scade questa sera l'ultimatum per la giornalista americana in ostaggio

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“Voglio parlare direttamente ai rapitori di mia figlia”… Così il padre di Gill Carrol si rivolge al gruppo armato “Brigate della vendetta” che ha rapito la giornalista statunitense il sette gennaio a Bagdad.

Questa sera scade l’ultimatum dato dai sequestratori nel video diramato i giorni scorsi. Il padre della free lance ha voluto precisare, nel suo appello trasmesso dalle principali televisioni arabe, che la figlia non è in grado di far liberare le detenute irachene, condizione posta dai sequestratori per rilasciare l’ostaggio. La classe politica irachena ha già richiesto la liberazione di Gill Carrol.Anche per le strade di Bagdad c‘è la ferma condanna del rapimento ma comprensione per le prigioniere. “Se la ragione del sequestro era la liberazione delle detenute dice un residente della capitale è stato un diritto legittimo degli iracheni. Se si è trattato solo di un atto terroristico, lo condannaiamo”. “Condanniamo la pratica dei sequestri dichiara una giovane madre irachena è qualcosa che non è mai esistito prima. Ma chiediamo anche la liberazione delle nostre connazionali in mano americana. Se qualcuna è colpevole, la legeg la punirà”. Sono otto le irachene prigioniere degli americani: per sei di loro è già prevista la liberazione, rilascio che non è legato, precisa l’esercito Usa, al rapimento di Gill Carrol.