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Situazione tesa in Costa d'Avorio. Il presidente Gbagbo invita alla calma

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Situazione tesa in Costa d'Avorio. Il presidente Gbagbo invita alla calma

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Ancora caos in Costa D’Avorio. Per il quarto giorno consecutivo Abidjan è paralizzata dalle proteste dei sostenitori del presidente Laurent Gbagbo. Scontri si sono verificati vicino al quartier generale della missione delle nazioni unite.

I “giovani patrioti”, partigiani di Gbagbo, continuano a presidiare numerosi blocchi stradali e le principali arterie della capitale economica sono deserte. Ieri a Guiglo nell’ovest del Paese centinaia di persone hanno dato l’assalto a una base dei caschi blu dell’Onu. I soldati hanno risposto con le armi uccidendo quattro ivoriani. La base delle nazioni unite è stata poi abbandonata. In serata il presidente Gbagbo ha rivolto un appello alla popolazione a ritirarsi dalle strade, ma il divieto di manifestare imposto dal governo non viene fatto rispettare dalle forze dell’ordine. Per mediare tra Gbagbo e la comunità internazionale è arrivato in Costa d’Avorio il presidente nigeriano Olesegun Obasanjo, presidente di turno dell’Unione Africana. Per quest’ultimo il Gruppo di lavoro internazionale, che ha dichiarato decaduto il Parlamento ivoriano, non deve intevenire negli affari interni del Paese. La Costa d’Avorio è divisa tra il nord controllato dai ribelli e il sud filogovernativo. Per far rispettare la tregua proclamata nel 2003 nel Paese sono presenti settemila soldati delle Nazioni unite e quattromila militari francesi.