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Il premier estone Andrus Ansip a EuroNews: L'Estonia vuole l'euro già dal 2007

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Il premier estone Andrus Ansip a EuroNews: L'Estonia vuole l'euro già dal 2007

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L’estonia è uno dei Paesi più dinamici tra i nuovi membri dell’Unione europea. tanto da meritarsi il soprannome di “Tigre del Baltico”. Il paese è governato da una coalizione di centro-destra che sta attuando politiche di liberalizzazione del mercato.

La crescita galoppante non soddisfa ancora la classe dirigente estone che cerca di spingere sulla via di una sempre maggiore apertura dei mercati. Il leader del partito riformista Andrus Ansip è alla guida dell’esecutivo dall’aprile del 2005. Un liberale puro e duro che vorrebbe che l’Europa permettesse da subito la libera circolazione di tutti i cittadini dei venticinque creando un mercato del lavoro continentale. E per mostrare la sua buona volontà Ansip chiede di adottare l’Euro già dall’anno prossimo. EuroNews: Lei vuole che il suo sia uno dei primi nuovi membri europei ad adottare la moneta unica. L’introduzione dell’euro dovrebbe avvenire già l’anno prossimo. Perché non aspettare ancora un po’ come ha deciso la Polonia ad esempio? Ansip: Le cose vanno bene qui in Estonia. L’economia è in rapida crescita, il10% l’anno. L’export cresce del 27% percento l’anno. Il numero di turisti è aumentato del 30%. Il tasso di disoccupazione è sceso in cinque anni dal 14 al 7%. Siamo assolutamente felici del nostro ingresso nell’Unione europea. Già in precedenza eravamo attraenti per gli investitori stranieri e penso che grazie all’Euro lo saremo ancora di più. Faremo del nostro meglio per avere la moneta unica già dal primo gennaio 2007. Stiamo rispettando tutti i criteri di Maastricht. La sola eccezione è il tasso d’inflanzione. Abbiamo messo a posto il bilancio, abbiamo anche un avanzo. Ma l’inflazione è ancora al 4%. Con un tasso di crescita del 10% annuo è praticamente impossibile portare il costo della vita sotto l’uno percento. Noi ce la metteremo tutta ma non sono sicuro che ce la faremo entro il primo gennaio a centrare questo parametro richiesto dalla commissione europea. EN: A proposito delle libertà fondamentali nell’Unione europea, l’Estonia ha lamentato con forza che molte di queste libertà non sono messe in pratica. Come ad esempio la libertà di movimento delle persone e dei servizi. Perché queste critiche? Da cosa sono motivate? Ansip: In Gran Bretagna e in Irlanda per esempio non c‘è nessuna restrizione allo spostamento della forza lavoro. E lì il tasso di disoccupazione è più basso che nei Paesi dove queste restrizioni esistono. Molti anni fa anche qui in estonia avevamo paura di aprire il nostro mercato al mondo esterno ma finalmente siamo riusciti ad adattarci alla competizione globale. E sono sicuro che anche il resto dell’Unione europea è capace di affrontare la sfida della competizione globale. EN: A proposito del vostro vicino, la Russia: cosa ne pensa degli ultimi sviluppi per quanto riguarda la libertà di stampa e la situazione delle Ong? Ansip: Questi sviluppi non sono positivi. Sappiamo che ci sono problemi dilibertà di stampa. E non ci piace neanche la situazione nella quale si trovano le minoranze in Russia. Siamo preoccupati per le comunità ugrofinniche. EN: Mosca afferma che la minoranza russa in Estonia venga discriminata. Cosa risponde a queste critiche? Ansip: Che in Estonia seguiamo tutti gli standard internazionali per quanto riguarda il rispetto delle minoranze… EN: Recentemente abbiamo assistito al conflitto tra Russia e Ucraina sul prezzo del gas. Che insegnamento deve trarne l’Europa? E secondo lei dovrebbe esserci una politica energetica comune per l’Unione europea? Ansip: Quando è un solo Paese a negoziare con la Russia o 25 mercati diversi svolgono un negoziato separato ci sarà un solo vincitore e 25 perdenti. Quando sono l’insieme degli stati membri, con una politica energetica comune, a trattare con la Russia saranno tutti vincitori. E tutte le parti saranno soddisfatte”.