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Bocciata la direttiva sulla liberalizzazione nei porti. Vincono i camalli

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Bocciata la direttiva sulla liberalizzazione nei porti. Vincono i camalli

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L’ondata di scioperi e manifestazioni dei camalli di tutt’Europa ha avuto il suo effetto.

Il parlamento europeo ha bocciato la legge sulla liberalizzazione dei servizi nei porti.

Con 532 voti, l’assemblea di Strasburgo ha affondato una legge, criticata sia a destra che a sinistra.

La direttiva era stata già respinta nel 2003 dai deputati, ora passerà nelle mani del commissario ai trasporti, Jacques Barrot:

“Per prima cosa consulteró la commissione trasporti del parlamento e poi i differenti attori del settore portuale. Ma non vorrei che questo voto negativo dia l’impressione che rinunciamo a modernizzare i nostri porti”

All’Università libera di Bruxelles sono stati svolti degli studi sui rischi di dumping sociale legati a questa direttiva. Spiega Michael Dooms:

“Non sono mai state effettuate analisi economiche dettagliate sugli effetti di una maggiore liberalizzazione nel settore dei porti. Per quanto ci riguarda, i dati mostrano che i porti europei sono già molto efficienti e non c‘è bisogno, non c‘è la necessità economica di una nuova legislazione sui servizi nei porti”.

Un’opione condivisa da questo sindacalista portoghese. Eduardo Chagas, è giunto a Strasburgo per far sentire le ragioni delle federazione internazionale dei lavoratori nei trasporti:

“Si parla di maggiore competizione in un mondo globalizzato, ma capite bene, che non si scaricherà un cargo in Cina, se deve arrivare comunque in Europa”

L’operazione di carico e scarico-merci era uno dei punti piú controversi del progetto: la direttiva autorizzava gli armatori ad utilizzare il proprio equipaggio, mettendo a rischio, secondo gli addetti, migliaia di posti di lavoro. Il settore impiega circa 12 000 persone nei grandi porti.