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Marocco: una commissione per far luce sulla violazione dei diritti umani in quarant'anni di storia

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Marocco: una commissione per far luce sulla violazione dei diritti umani in quarant'anni di storia

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Ha passato 17 anni in carcere in Marocco perché apparteneva ad un gruppo marxista- leninista. Dopo esser stato liberato, Dressis Benzekri è stato nominato dal re marocchino Mohamed Vi a capo della comissione consultiva sui diritti umani. A Bruxelles ha presentato il suo rapporto sugli abusi del potere tra il 1956 e il 1999.

“Questa commissione dovrà ottenere un certo numero di risultati operativi – spiega ai microfoni di EuroNews- riguardo agli indennizzi per le vittime, ai programmi socio-economici per la ricostruzione sociale nelle diverse regioni. Sul piano delle riforme, si tratta di rispettare i principi democratici, sul piano delle riforme costituzionali e legislative, bisognerà avviare delle trattative, dei dibattiti, con i legislatori, i parlamentari e la classe politica”

A dicembre del 2004 si è svolta un’audizione pubblica, trasmessa da radio e tv, una prima assoluta per un paese arabo.

Alcuni testimoni hanno raccontato episodi di tortura. La commissione per i diritti umani intende far luce su quarantatre anni di storia. Dal 1956, da quando il Marocco ha ottenuto l’indipendenza, molte persone sono scomparse in circostanze poco chiare.

La coraggiosa iniziativa nell’ambito della democratizzazione della monarchia, è sostenuta finanziariamente dall’Unione Europea.