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Turchia, aumentano i casi di influenza aviaria. Niente allarmismo dagli esperti

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Turchia, aumentano i casi di influenza aviaria. Niente allarmismo dagli esperti

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Sono 18 le persone contagiate dall’influenza aviaria in Turchia, compresi i tre bambini morti all’inizio del mese. I casi alle porte dell’Europa confermati dall’Organizzazione mondiale della sanità sono dunque aumentati ma gli esperti non sembrano più di tanto allarmati.

Tutte le persone sulle quali è stato riscontrato il virus avevano infatti avuto stretti contatti con volatili ammalati: il che significherebbe che non c‘è stato contagio da uomo a uomo. In un caso gli scienziati hanno osservato una versione mutata del virus che sembrerebbe prediligere gli umani agli animali. Ma quella stessa forma, già isolata in passato a Hong Kong e in Vietnam, non ha avuto di per sé conseguenze catastrofiche. In Turchia, da Istanbul a Van, polli e uccelli sono stati segnalati positivi all’H5N1 in particolare nei villaggi più poveri. Gli esperti dell’Unione Europea, riuniti ieri a Lussemburgo, hanno invitato la Turchia e i paesi limitrofi a una maggiore sorveglianza e a organizzare campagne di sensibilizzazione, raccomandando di evitare il contatto con i volatili, di consumarne le carni solo se ben cotte e di rispettare le più elementari misure d’igiene. Nessuna nuova indicazione è stata invece ritenuta necessaria per i viaggiatori Nel sudest della Turchia, però, la popolazione locale si lamenta della scarsa informazione e dell’inerzia delle autorità. Per aiutare i paesi colpiti a fronteggiare la crisi influenza aviaria, la Banca Mondiale ha stanziato 400 milioni di euro I commissari europei Ferrero-Waldner e Kyprianou faranno oggi il punto della situazione sugli aiuti di Bruxelles.