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Petrolio verso i 65 dollari per tensioni con Iran

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Petrolio verso i 65 dollari per tensioni con Iran

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Le tensioni tra Iran e i Paesi occidentali stanno spingendo il petrolio verso il 65 dollari al barile.
La decisione di Teheran di riprendere la ricerca nucleare, e la severa opposizione di Europa e Stati Uniti hanno portato la quotazione del greggio al suo massimo degli ultimi tre mesi.

Lo spettro di una nuova fiammata dei prezzi energetici, dopo quella della scorsa estate, sta di nuovo gettando i mercati nel panico: dai 58 dollari al barile registrati a New York il 19 dicembre, la corsa del petrolio è stata senza sosta fino ai quasi 65 dollari toccati giovedi’ sulla piazza americana.

La ripresa dell’attività nucleare del quarto Paese esportatore di petrolio, che con 4 milioni di barili al giorno da solo conta per il 5% della produzione globale, potrebbe sfociare in sanzioni da parte delle Nazioni Unite.
Uno scenario che spaventa i mercati occidentali, sempre piu’ assetati di petrolio. Il rischio principale è quello di pesanti ripercussioni sui costi delle aziende e sui consumi dei cittadini.