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Israele: l'ombra della crisi si allunga sulle primarie del Likud

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Israele: l'ombra della crisi si allunga sulle primarie del Likud

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In Israele la politica deve continuare. A otto giorni dal ricovero di Ariel Sharon, oggi il Likud tiene le sue primarie. Il partito di destra di Benjamin Netanyahu, che Sharon ha abbandonato per creare la formazione di centro Kadima, sceglierà i suoi candidati alle legislative del 28 marzo. Netanyhau ha invitato i suoi quattro ministri a dimettersi, perché, si dice in un comunicato, “il Likud non può presentarsi come alternativa al potere fino a quando si trova a far parte del governo e attua le sue politiche”. Secondo il quotidiano Haaretz,però, i ministri, colti di sorpresa, si sono opposti alla decisione dei vertici. Tra di loro, il capo della diplomazia israeliana Silvan Shalom, il più anziano dei quattro. Le dimissioni erano in realtà già previste per giovedì scorso, ma erano state rinviate per far fronte alla crisi sorta in seguito all’improvviso ricovero di Sharon.Se i quattro lasciassero l’esecutivo, l’attuale primo ministro ad interim, Ehud Olmert, si ritroverebbe un gabinetto ridotto a sei membri, tutti appartenenti a Kadima. Kadima che sembra aver guadagnato popolarità proprio grazie alle gravicondizioni di salute del suo leader. Secondo gli ultimi sondaggi, se si votasse oggi il partito di Ariel Sharon conquisterebbe 44 seggi su 120. E la direzione sembra intenzionata a presentarlo comunque simbolicamente in testa alla lista elettorale. Anche se, secondo i medici, nella migliore delle ipotesi, il premier non potrà comunque metter piede fuori dall’ospedale per mesi.