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Ali Agca, i misteri mai chiariti del "Lupo grigio" e dei suoi complici

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Ali Agca, i misteri mai chiariti del "Lupo grigio" e dei suoi complici

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I misteri che circondano Ali Agca restano intatti a quasi 25 anni dall’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Chi è e per conto di chi agì l’allora ventitreenne militante del gruppo di estrema destra dei “Lupi Grigi”?

Il Pontefice lo incontrò nel carcere di Rebibbia e gli concesse il suo perdono. Nessuno ha mai saputo che cosa si siano detti i due e se Agca abbia fatto la sua confessione. La verità probabilmente non si saprà mai. Nel corso degli anni si sono rincorse diverse teorie sul quel 13 maggio 1981. Quella più spesso evocata fa risalire l’organizzazione dell’attentato ai servizi segreti dell’ex Unione Sovietica e della Bulgaria: il papa polacco stava diventando scomodo agli occhi della dirigenza sovietica per i suoi legami col sindacato cattolico Solidarnosc. Lo stesso Agca si è impegnato a confondere le acque cambiando spesso versione, una delle tante è di aver agito sotto l’impulso divino. Nel 2000 venne graziato dal presidente italiano Ciampi ed estradato in Turchia per l’assasinio, nel 1979, del direttore di un quotidiano turco. Per questo delitto era stato condannato in contumacia perché evaso da un carcere di massima sicurezza. Ed è da latitante che entrò in Italia per attentare alla vita del pontefice. Oggi, ha fatto sapere il fratello, Ali Agca vorrebbe incontrare il nuovo Papa e sarebbe disposto anche a tornare a Roma per la prima volta dopo l’estradizione.