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Iran, tre impianti nucleari riaperti da oggi

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Iran, tre impianti nucleari riaperti da oggi

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L’Iran ha rotto i sigilli nella centrale nucleare di Natanz e entro oggi farà lo stesso in altri due impianti. La mossa della Repubblica islamica, che intende ricominciare ad arricchire uranio a scopo sperimentale, ha provocato l’irritazione dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, che sono tornati a minacciare sanzioni.

Il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan: “Ci stiamo consultando con i nostri amici europei e con altri su come conportarci. Ogni ripresa dell’arricchimento o di altre attività di trasformazione sarebbe un’ulteriore violazione degli accordi”. Più cauta la posizione della Russia. Il capo della diplomazia Serghei Lavrov: “Stiamo adottando misure, insieme con la controparte iraniana, per far sì che la moratoria sia rispettata per la durata delle trattative”. Israele non ha dubbi sui reali obiettivi dell’Iran, come dice il ministro degli esteri Silvan Shalom: “Gli iraniani ci stanno dimostrando che non hanno mai abbandonato il loro sogno di arrivare alla bomba nucleare”. Domani a Berlino si incontreranno le tre potenze nucleari europee. “I tre ministri degli esteri – di Francia, Gran Bretagna e Germania – si sentono costantemente per discutere di cosa si potrà fare per questo problema. El Baradei ci ha detto cose molto serie e i ministri si consulteranno appena ci saranno nuovi sviluppi”, ha detto il cancelliere Angela Merkel. L’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica potrebbe suggerire di sanzionare l’Iran. L’embargo sull’esportazione di petrolio sarebbe certamente di grande effetto: resta da vedere se tutti, Russia e Cina comprese, sono disponibili ad accettarlo.