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A Guantanamo riaprono le porte dei tribunali. Dure denunce di Amnesty sulla detenzione dei prigionieri

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A Guantanamo riaprono le porte dei tribunali. Dure denunce di Amnesty sulla detenzione dei prigionieri

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Quattro anni esatti dopo l’apertura di Guantanamo a Cuba, prigione speciale per terroristi voluta dagli americani, il Pentagono riprende oggi le udienze preliminari in vista dei processi davanti a tribunali militari speciali. Tra i due casi esaminati oggi uno riguarda Omar Khadr, cittadino canadese accusato di aver ucciso un soldato americano in Afghanistan. All’epoca dei fatti aveva 15 anni. L’organizzazione Human Rights Watch ha invitato il Pentagono a tenerne conto.

Il suo avvocato, Muneer Ahmad, denuncia di non aver mai potuto vedere il suo cliente, per il quale è stato nominato un legale d’ufficio, “un giovane capitano dell’esercito alle prime armi, dice. Se la posta in gioco non fosse così alta sembrerebbe quasi un scherzo.” L’imputato rischia l’ergastolo. Oggi si discute anche di un altro caso, quello di uno yemenita, considerato l’ex autista di Osama bin Laden, e accusato di aver realizzato un video di propaganda per Al Qaida. Gli americani sono da più parti criticati per il trattamento dei prigionieri di Guantanamo: isolati, torturati, privi dei più elementari diritti civili, denuncia Amnesty International.