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Sharon: I ministri del Likud non si dimettono. Il panorama politico è confuso

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Sharon: I ministri del Likud non si dimettono. Il panorama politico è confuso

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Per il momento il premier israeliano ad interim Ehud Olmert non dovrà preoccuparsi di tappare le falle nell’esecutivo. Il ministro degli esteri Silvan Shalom e gli altri tre membri della compagine governativa appartenenti al Likud, che avevano preannunciato le loro dimissioni, resteranno al loro posto. Vista la situazione, la responsabilità istituzionale prevale sulla battaglia elettorale in vista del voto anticipato del 28 marzo.

Al ministro della difesa Shaul Mofaz è toccato il compito di rassicurare un’opinione pubblica in apprensione: “Voglio dire agli israeliani che anche in questo periodo, difficile per tutti noi, è necessario continuare ad agire con senso del dovere. Il nostro apparato difensivo rimane allo stesso livello di allerta che gli ultimi sviluppi della situazione della sicurezza nazionale hanno reso necessario”. La grave malattia che ha colpito Ariel Sharon è un cataclisma per il panorama politico israeliano, già scosso dall’improvvisa decisione del premier di uscire dal Likud e di fondare il nuovo partito di centro-destra Kadima. Cucito addosso a Sharon, Kadima aveva tutte le carte in regola per stravincere, alle elezioni di marzo. L’uscita di scena del premier rende più nebuloso il suo futuro, anche se un sondaggio suggerisce che, pure senza di lui, il partito potrebbe aggiudicarsi un terzo dei seggi parlamentari.