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L'incerto futuro dei palestinesi

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L'incerto futuro dei palestinesi

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Per il presidente palestinese, Mohammud Abbas, viene meno non solo un interlocutore chiave, ma anche una controparte che ne rafforzava la credibilità di fronte agli ingestibili gruppi armati.

All’Autorità Palestinese, ufficialmente, si dice che la scomparsa del premier israeliano non dovrà porre fine ai negoziati di pace. Per il ministro della tecnologia, Sabri Sadeem, “I palestinesi sperano in una leadership seria che prenda adesso le redini in Israele, che sia davvero decisa a permettere l’autodeterminazione dei palestinesi, che ne riconosca i diritti, tra cui quello della creazione di un proprio stato.” Le incertezze create dall’uscita di scena di Sharon lasciano aperte tutte le ipotesi. C‘è chi come Salah Alsous, a Gaza, ritiene che anche da una situazione così difficile possa emergere un futuro migliore. “Sharon sarà l’ultimo generale, rappresentante dalla guerra a oltranza nella regione. Ma è possibile arrivare alla pace contando sugli uomini saggi in Israele e nel mondo.” Meno ottimisti altri palestinesi. “Sharon ha fatto la sua parte, Olmert lo sostituirà, ma è ancora più a destra di lui, più estremista. Tutto il governo israeliano è estremista e razzista.” Secondo Hamas non si prospettano cambiamenti radicali per i palestinesi. Il parere di Saïd Siam, dirigente del movimento di resistenza islamico. “Il popolo palestinese ne gioirà. Proverà un senso di vendetta per questo criminale. In fin dei conti abbiamo a che fare con un’occupazione violenta, voluta da generali criminali.” È lo stato d’animo anche tra i rifugiati. in ogni caso la presidenza è stata chiara: le elezioni palestinesi non saranno rimandate.