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L'Europa cerca altre strade per rifornirsi di gas

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L'Europa cerca altre strade per rifornirsi di gas

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La diplomazia europea tira un sospiro di sollievo e si rallegra per il ruolo di mediazione che si è ritagliata nella crisi del gas. A Bruxelles al termine della riunione d’emergenza gli esperti degli stati membri hanno espresso soddisfazione per l’accordo tra Ucraina e Russia. L’Unione importa da Mosca il 25% del suo fabbisogno di gas, l’intesa potrebbe assicurare forniture a lungo termine.

Ma il ministro dell’economia austriaco, che gestisce la presidenza di turno va oltre. Secondo Martin Bartenstein, l’Europa deve imparare la lezione e pensare ad una politica energetica che dia sicurezze anche per il futuro.

La prima risposta europea alla crisi è quella di diversificare i fornitori di gas, per ridurre la dipendenza dalla Russia. Gli stati membri e la commissione puntano sul progetto “Nabucco”. Si tratta di un enorrme rete di gasdotti che dal Medioriente porterà il gas in Europa attraverso la Turchia, la Bulgaria e la Romania, tutti paesi candidati all’ingresso nell’unione. “Nabucco”, che dovrebbe essere operativo dal 2011, potrebbe garantire fino a 120 miliardi di metri cubi all’anno.

Un’altra possibilità per l’approvigionamento di gas è rappresentata dal Nord Africa. L’Italia ha dato l’esempio firmando a maggio scorso un accordo con l’Algeria.

A primavera la commissione europea intende presentare un piano piú ampio sulla politica energetica comunitaria e non esclude in futuro di riaprire il dibattito sul nucleare .