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Yemen, si allungano i tempi per il rilascio dei turisti italiani

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Yemen, si allungano i tempi per il rilascio dei turisti italiani

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Non è un ultimatum, ma viene lo stesso presa sul serio la minaccia dei rapitori dei cinque turisti italiani nello Yemen. I sequestratori si dicono pronti a ucciderli se le forze di sicurezza schierate attorno al villaggio di Sirwa, dove si nascondono, tentassero un blitz. Secondo l’ambasciatore italiano gli ostaggi stanno bene e le trattative per liberarli vanno avanti.

I cinque erano stati prelevati il primo gennaio da uomini armati poco lontano dalla capitale Sana’a, mentre erano in marcia verso una area archeologica. Del gruppo fanno parte una coppia milanese, Patrizia Rossi e Enzo Bottillo, e poi ancora un medico e due insegnanti padovani. Gli altri quattordici turisti arrivati assieme a loro per le vacanze di Natale, hanno già lasciato il paese. Quello del gruppo di italiani è il quinto rapimento di stranieri negli ultimi due mesi. Una vera e propria industria dei sequestri, contro la quale sono scese in strada a Sana’a qualche centinaio di persone. I rapimenti, dicono i manifestanti, mettono in pericolo le attività turistiche nazionali, e rischiano di privare l’economia di un importante reddito. Tutti i sequestri si sono finora conclusi positivamente. Solo nel 2000 rimase ucciso un diplomatico norvegese nel corso di una sparatoria tra i suoi rapitori e le forze di polizia.