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Guerra del gas, l'Europa fa i conti col rischio di una serrata

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Guerra del gas, l'Europa fa i conti col rischio di una serrata

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Anche i paesi dell’Unione europea hanno tremato, davanti al rischio che i rubinetti russi dell’energia possano chiudersi. Il braccio di ferro tra Mosca e Kiev ha infatti messo a nudo la vulnerabilità del sistema energetico europeo, in gran parte basato sulle importazioni dalla Russia: poco meno di 30 miliardi di metri cubi arrivano ogni anno in Germania, quasi 20 in Italia, e 12 in Francia.

Delicato anche il quadro delle riserve nazionali: La Germania ne ha per due mesi e mezzo, la Francia per sei settimane. Due ciascuno Polonia e Gran Bretagna. Quanto basta per invitare alla estrema cautela. Domani a Bruxelles si riuniscono gli esperti energetici dei 25, mentre i commenti apparsi sulla stampa restano allarmati. Secondo molti un irrigidimento della Russia in materia energetica potrebbe provocare sul lungo termine conseguenze più gravi della crisi petrolifera del 1973. Una ipotesi che accresce i timori e le diffidenze nei confronti di Mosca, prossimo presidente di turno del G8. “La lezione per l’Europa è chiara”, ha scritto il quotidiano britannico The Times, “le sue risorse energetiche non dovranno mai dipendere dalla Russia”.